Gabriella Bracco

“Il sentiero dell’acero”

Non me lo aspettavo così!

Osservando la copertina, leggendo il titolo, incuriosita dalla trama, ho immaginato un romanzo interessante, ma con un incedere regolare un po’ come lo è un grande fiume in una calda e calma giornata estiva in cui il corso suadente scivola senza increspature.

E’ fluido ma ha l’energia tipica di un torrente. Non tragga in inganno la differente portata dell’acqua bensì il differente modo di scorrere, il colore delle acque e lo scorrere spumeggiante pregno di intrigo ed elegante energia.

Un intercalare molto ben equilibrato tra personaggi, luoghi, situazioni, temi e le diversità tra culture, ideali, scelte.

Mai banale, scontato, sorprendentemente senza ostentazione.

Scevro dal desiderio dell’autore di condizionare il lettore, lascia in quest’ultimo un disorientamento, inducendolo a pensare e porsi delle domande .

L’onestà intellettuale con la quale descrive il dilemma tra la morte e la vita, tra adolescenti ed adulti, ed altri temi attuali, ha innescato in me una profonda riflessione.

Con sapiente delicatezza ed introspezione ha spaziato in temi ed argomenti, che nella realtà sono oggetto di tanti dissapori che spesso sfociano anche in dissidi, ma il romanzo lascia comunque al lettore se e dove mettere a dimora il seme della speranza o meglio del buon senso.

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